Vi Porto al Sud – 3 giorni in Sicilia con TiNoleggio

Ti va di farci scoprire il Sud della tua Sicilia?” come facevo a rispondere di no a questa domanda!

TiNoleggio è una piattaforma che semplifica la vita di tutti noi viaggiatori alla costante ricerca di ciò che più è autentico in una destinazione. Affittare una macchina, lasciarsi trasportare dalla strada, questo è il modo migliore di scoprire la Sicilia! Sono partita dall’aeroporto di Comiso con una valigia piena di aspettative e la voglia di riscoprire quella parte di Isola che ha segnato la mia intera vita. In pochi minuti avevo in mano le chiavi di una bellissima Honda Civic, un esplosivo videomaker come compagno di viaggio Denis Strickner e in faccia il sorriso estasiato che precede ogni nuova avventura!

Spoiler: alla fine di questa pagina trovi il video completo della mia avventura!

DAY 1

Prima tappa Ragusa, a pochi km da Comiso, per un’immersione nell’arte e nella storia: il capoluogo più a sud Italia, infatti, vanta ben 18 monumenti riconosciuti dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Sfreccio sulla “mia” comodissima auto e non vedo l’ora di vedere ancora una volta la città con occhi nuovi. Avvicinandomi comincio a sentire quel profumo di storia che accompagnerà i prossimi 3 giorni, me ne riempio i polmoni e mi prometto di godermi ogni istante. Siamo sul versante meridionale dei monti Iblei e la particolarità della città è subito evidente: Ragusa è duplice. Dopo il terremoto del 1693, infatti, i cittadini non riuscirono a mettersi d’accordo su come ricostruire la città (noi siciliani siamo un po’ così, “testa rura” ndr), così nacquero Ragusa Superiore e Ragusa Ibla. Chissà se si sarebbero mai aspettati che questa loro discordanza avrebbe regalato al mondo una scenografica così unica! 

ph @strickyplanet

Parcheggio la mia compagna di viaggio targata TiNoleggio in zona Corso Italia e mi preparo alla mia abitudine preferita: perdermi senza riserveIl primo caffè della giornata, quattro chiacchiere con i passanti sempre generosi di saluti e sono già a Santa Maria delle Scale, ai piedi di Ragusa Superiore. Giro lo sguardo e la vista è tra le più spettacolari che gli occhi abbiano mai visto. Senza esagerazione. Ecco Ibla, la fenice sorta dalle rovine dell’antica città e ricostruita secondo l’originario impianto medioevale. Dolcemente accolta tra le curve sinuose dei Monti Iblei, quasi a materializzare l’ideale di Presepe che tutti noi abbiamo in mente da bambini, accarezzata dal sole che comincia a scaldarsi e che accentua ancora di più le sue bellissime rughe donategli dal tempo.

Lascio Ragusa Alta, le sue strade larghe che s’incrociano a scacchiera, le sue numerose e grandi piazze, la sua anima moderna e la quotidiana frenesia di una città imprenditrice. Gradino dopo gradino mi tuffo in un micromondo fatto di vicoli stretti e tortuosi e di cortili profumati di fiori e mamme all’opera in cucina Le scarpe comode saranno le vostre migliori amiche e le loderete durante questa passeggiata! Il caldo colore giallo della pietra con cui sono costruite chiese e casette riesce a far dimenticare il tempo, hai la sensazione di essere trasportato al tempo degli antichi splendori mentre la più genuina quotidianità si ripresenta sotto forma di panni stesi in balcone. I piedi vanno spediti per le viuzze, gli occhi si perdono tra ringhiere panciute e decori barocchi, la fantasia viaggia nelle vite passate di questi sontuosi palazzi. Finalmente arrivo giù.

È una sensazione difficilmente tramutabile in parole quella che mi coglie a questo punto. Dalle stradine a misura d’uomo, dove tutto sembra delicato e intimo mi ritrovo improvvisamente al centro della piazza più famosa di Ibla, dominata dal fastoso Duomo di San Giorgio. Luogo d’incontro e scambio in cui s’intrecciano cultura e storia, simboli e tradizioni, è immediatamente chiara l’importanza di questo palcoscenico per l’identità e il senso di appartenenza della comunità. Il Duomo di San Giorgio è universalmente riconosciuto come una delle testimonianze più rappresentative e grandiose dello stile barocco in Europa.

In questa piazza si trova anche il Circolo di Conversazione, nome che mi ha fatto ridere non poco. Mi sono subito immaginata un posto in cui la gente va a parlare, come se durante il resto della giornata, negli altri luoghi pubblici non possa farlo.  V’immaginate che tragedia! Invece no, qui s’incontrava la nobiltà ragusana per conversare aristocraticamente lontana dalla gente comune. Qui ho scattato una delle foto che amo di più in assoluto. 

Proprio di fronte si trova un gioiello dall’eleganza e dal fascino sconfinati: Palazzo Arezzo di Trefiletti. Naturalmente per visitare quest’antica dimora nobiliare privata è necessario contattare per tempo l’anfitrione che, come nelle migliori favole di accoglienza turistica ben fatta, è proprio il padrone di casa. Io non l’avevo fatto, ma il sagittario che è in me non poteva resistere: faccia tosta e motivazioni sincere, mi sono presentata al citofono. E quando si dice che la galanteria è patrimonio dell’umanità è vero, perché Domenico Arezzo mi accoglie con sincera generosità e mi regala un tuffo negli ultimi mille anni di storia, tra aneddoti e racconti, che rendono la visita stessa un’immersione nel tempo ma senza l’urgenza del tempo. Accedo all’androne d’ingresso, attraverso l’arco che porta scolpito lo stemma di famiglia e poi su per la splendida scalinata a forbice fino all’ingresso del Palazzo, dove il padrone di casa mi accoglie insieme ai dipinti dei suoi antenati.

È come se gli ambienti prendessero vita alle sue parole e quando raggiungo il Salone delle Feste è l’apoteosi della bellezza. Un soffitto meravigliosamente affrescato, specchi altissimi, pavimenti con piastrelle dipinte a mano, tendaggi originali e una vista dalla finestra sul maestoso Duomo che lascia poco spazio alle parole.

In realtà il Duomo di San Giorgio aveva originariamente una sede diversa, cioè dove ancora oggi è possibile ammirare il “Portale di San Giorgio”, l’unico elemento architettonico sopravvissuto al terremoto del 1693. La Chiesa, infatti, venne costruita intorno al XII secolo esattamente dove oggi possiamo ammirare il portale-simbolo di Ragusa, in via dei Normanni. Qui vicino trovate anche il Giardino Ibleo, ideale per una passeggiata rilassante tra i profumi e i colori mediterranei e perfetto per chi come me adora scattare foto ai vecchietti che si godono il fresco ristoratore su una panchina.

Adagiatevi un attimo anche voi. Pranziamo insieme con un’istituzione ragusana: le scacce al pomodoro con caciocavallo ragusano DOP!

Come ogni tipo di street food siciliano che si rispetti, tutto parte da una nonna, dalla sua ricetta “unica e segreta”, da ingredienti umili e da quel pizzico di “me ne frego delle calorie” che in Sicilia non guasta mai. Con la pancia piena scegliamo insieme come proseguire la nostra giornata: ci spiaggiamo al mare o andiamo alla scoperta dei borghi più suggestivi della zona? A voi la scelta!

 

PERCORSO 1 – MARE COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI

Agli amanti del relax più puro (che solitamente sono anche i più abbronzati) ecco una lista di oasi che non potete assolutamente non includere nel vostro spiagge-tour

1) Punta Secca, con le sue spiagge dalla sabbia fine e dorata e un imponente faro che ha sempre il suo fascino. Al tramonto questo luogo assume un fascino davvero magico.

2) Punta Braccetto, tra le spiagge più belle della Sicilia. Vi consiglio un salto nella scogliera (i Canalotti) dove si trovano i resti di una vecchia torre. Non so se avete mai visto un colore del mare più bello!

3) Cava d’Aliga, spiaggia paradisiaca abbracciata da due imponenti scogliere che creano un golfo naturale e la proteggono da correnti e vento. Preparatevi ad andare alla scoperta delle sue insenature rocciose, grotte e calette dalla bellezza ineguagliabile e di immortalare i giochi di luce che si creano al tramonto!

 

PERCORSO 2 – MODICA

Instancabili e ossessionati dai borghi (un applauso a voi!), prossima tappa: Modica e a quanto di più… buono offre! Una delle tappe obbligate è, infatti, l’Antica Cioccolateria Bonajuto, la più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia, dove viene prodotto seguendo un’antica ricetta azteca. Non solo una bottega, ma una famiglia di cioccolatieri da almeno cinque generazioni e un punto di riferimento per tutta la tradizione dolciaria siciliana. Inutile spiegarvi la quantità e la bontà delle tipologie di cioccolato che potrete gustare qui, sono tutte accomunate da una consistenza granulosa e “grezza” che è riconosciuta in tutto il mondo e amatissima da me che in cucina tifo sempre per ciò che è meno raffinato e più autentico.

Un’altra tappa imperdibile nel vostro itinerario per il Sud della Sicilia è la Chiesa di San Giorgio, simbolo del barocco… e di quanto ci piacciano le scale. I suoi 250 gradini si sommano al percorso che di certo sceglierete di fare a piedi (vi controllo eh!) e che dal centro storico vi porterà a scorgere sempre più vicina questa meraviglia. Da lassù, poi, godrete di una vista unica su tutta la cittadina che, soprattutto al tramonto, si trasforma in una mondo fiabesco di luci e suggestioni.

 

DAY 2

Dopo il primo giorno alla scoperta di Ragusa, Modica e del cristallino mare siciliano, il viaggio prosegue all’insegna dell’ospitalità siciliana più sincera. Direzione Scicli cittadina a circa 30 km da Ragusa che sicuramente tanti conosceranno come “luogo di Montalbano”, ma anche uno dei principali centri del barocco siciliano da vedere assolutissimamente! Se la dovessi descrivere con un aggettivo, Scicli è felice. Scrigno di profumi e colori che difficilmente si dimenticano, questo borgo immerso nel magnifico incanto dei Monti Iblei è forse la sorpresa più grande di questi tre giorni. A buon merito iscritta nella World Heritage List dell’Unesco grazie ai numerosi edifici che “rappresentano un capolavoro del genio creativo umano dell’età tardo-barocca”, la prima cosa che ho pensato appena mi ci sono ritrovata dentro è stata: “tutto questo dev’essere opera della mano divina”! 

Infatti, dopo 5 minuti Scicli era già entrata nella mia lista dei luoghi del cuore. Hai presente quei posti in cui senti di essere Presente? In cui hai l’impressione di riappropriarti di te stesso, tra la pietra bianca e l’immagine delle mani sapienti che l’hanno modellata dopo il terremoto del 1693. Riscopro quel vivere lento che tanto amo, che non c’entra nulla con la pigrizia, ma che è filosofia di vita. Che c’è di così urgente quando hai davanti agli occhi così tanta bellezza?

Mentre riscopro il legame viscerale con la mia me più profonda, mi lascio guidare dal caso e tra le struggenti viuzze che si inerpicano, scopro piccoli musei locali come l’Antica Farmacia Cartia nella meravigliosa Via Mormino Penna.

Conserva ancora essenze naturali, ampolle e antiche boccette insieme all’entusiasmo dei ragazzi desiderosi di raccontare e tramandare un pezzo della storia locale. Ecco, se volete un consiglio per esplorare Scicli al meglio, leggete attentamente qui: vagabondate, chiedete informazioni ai passanti, riscoprite l’orgoglio di chi ci vive, lasciatevi consigliare. Scoprirete la bellezza più sincera, quella che travolse lo stesso Elio Vittorini, tanto da convincerlo che Scicli fosse “la più bella città del mondo”!

ph @strickyplanet

 

Allontanandomi dai palazzi e dalle pietre cesellate, mi sposto verso Sampieri per scoprire la solenne Fornace Penna, un pregiato esempio di archeologia industriale a circa 15 km da Scicli. Un tempo luogo di fatica, oggi è un’eccellente scenografia per gli appassionati di fotografia come me: preparatevi a divertirvi con giochi prospettici e fantastiche finestre sul mare. Proprio qui pare vennero fabbricati i mattoni destinati alla ricostruzione della Libia all’inizio del 1900!

 

Dopo aver respirato a pieni polmoni l’aria intrisa di storia del ragusano, mi sposto nella mia provincia: meno di un’ora a bordo dell’Honda Civic targata TiNoleggio per dirigermi verso Portopalo di Capopassero, nel territorio siracusano. Preparatevi ad un viaggio ad alto contenuto sensoriale.

Capirete ben presto che vi state avvicinando nel territorio del Pomodoro di Pachino IGP, circondato da un paesaggio fatto di distese di campi e serre a tunnel dentro le quali nascono e crescono questi gioielli rossi. Difficilmente dimenticherai questi profumi! 

Appena arrivata è un tuffo nel passato, emergono i miei ricordi di bambina intenta a giocare con ciò che il destino regalava, quando a scandire il tempo era il sole che calava inesorabilmente fino al momento tanto atteso della cena con il pesce freschissimo di cui Portopalo è il re. Mi preparo ad un pomeriggio di solo relax nel borgo marinaro più a Sud… di Tunisi! Sì, proprio così: Portopalo di Capo Passero si trova al di sotto del parallelo tunisino ed è il comune più a sud d’Italia, isolette escluse. Ma la parte “wow” deve ancora venire 😉

Lingue di sabbia che degradano dolcemente a largo oppure piccole calette rocciose, sta a te scegliere la postazione da cui godere di quest’indimenticabile mare cristallino. Ed ecco la chicca che non vedevo l’ora di raccontarti: qui c’è un punto magico chiamato Isola delle Correnti, vero e proprio spartiacque naturale tra due mari, lo Ionio e il Mediterraneo. Con un po’ di fortuna potrai vedere le onde dei due mari baciarsi dolcemente o scontrarsi ardentemente mentre la minuscola ma emozionalmente potentissima isola si gode questa messa in scena della passione tipica del Sud.

Puoi raggiungerla a piedi e in pochissimi minuti vedrete com’è un luogo quando rimane fedele a se stesso, senza essere fuorviato dallo scorrere del tempo. All’interno del perimetro di questo gioiello siracusano ci sono poche testimonianze del passaggio dell’uomo: un faro in disuso e alcune piccole casette che un tempo erano destinate al guardiano del faro e alla sua famiglia. Insomma, se avete voglia di un po’ di natura selvaggia e incontaminata, sei nel posto giusto! Se invece avete voglia di un aperitivo e un ambiente più movimentato, a poca distanza trovate Playa Carratois, una delle spiagge assolutamente da non perdere della zona di Portopalo.

Io ho scelto di proseguire verso Ispica  (chiamata “Spaccafurnu” nel nostro dialetto), altra perla sicula a circa 30 km da Portopalo di Capo Passero. Una graziosa e tranquilla cittadina che dall’alto domina il mare, anch’essa come gran parte del territorio del sud-est siciliano vittima del terremoto dell’11 gennaio del 1693. Nel groviglio di bellezze tardo barocche e architetture liberty, entrate a buon merito nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, fermati a godere della bellezza di Piazza Santa Maria Maggiore, senza dubbio tra i luoghi più scenografici e pittoreschi di tutta la Sicilia. Io passerei ore ad ammirare il suo loggiato semicircolare in stile barocco (noto come “Loggiato del Sinatra” dal nome dell’architetto Vincenzo Sinatra), vien voglia di trotterellare intorno alla ricerca del miglior angolo per fotografarlo e… Sì, ho fatto proprio così!

Per concludere questa splendida giornata mi sono concessa un buon calice di vino siciliano in un piccolo bar in Piazza dell’Unità d’Italia, proprio di fronte la Chiesa Madre. Un tramonto infuocato mentre le luci della città piano piano prendono vita è quello che ci voleva prima di raggiungere la mia amata Siracusa!

 

DAY 3

Terzo giorno di #viportoalsud e sono felicissima di portarvi alla scoperta della mia città! Siracusa è una tappa obbligata per qualsiasi viaggiatore che scelga di esplorare la Sicilia e il suo centro storico, Ortigia, è sempre ciò che più stupisce. Ortigia è cuore che batte, Ortigia è fiore profumato, Ortigia è perla abbracciata dal mare, Ortigia è magia. Con un filo di orgoglio vi porto nei luoghi che calpesto ogni giorno con rinnovata meraviglia, tra i tesori manifesti e nascosti che solo una città con 2750 anni di storia può offrire.

L’Isola di Ortigia è collegata ai quartieri moderni della città da due ponti: il Ponte Umbertino, più antico e carico di storia, e il Ponte di Santa Lucia, dedicato alla nostra Santa Patrona. Pochi metri regalano il senso del passaggio e giungiamo immediatamente al primo tesoro: il Tempio di Apollo, il più antico tempio dorico della Sicilia, costruito con la bianca pietra calcarea locale. Proseguendo per Corso Matteotti, se siete abbastanza forti da resistere alla voglia di shopping che i numerosi negozi causano, arriverete presto in Piazza Archimede. Tra gli importanti palazzi, spicca al centro la Fontana di Diana, emblema dell’affascinante “Mito di Aretusa”, per alcuni prima storia di stalking della Magna Grecia, per me uno dei più grandi racconti d’amore di sempre.

Il mito narra che la leggendaria ninfa Aretusa, la prediletta da Diana, venne vista mentre si bagnava nelle acque di un fiume da Alfeo, divinità del corso d’acqua. Lui se ne innamorò perdutamente e iniziò a inseguirla. Aretusa cercò in tutti i modi di fuggire, ma quando le forze le vennero meno chiamò in suo aiuto Diana. Quello che ammiriamo nella Fontana al centro di Piazza Archimede è proprio questa scena: Aretusa tenta di sfuggire ad Alfeo che, con le braccia protese, cerca di afferrarla, mentre Diana fa scudo alla ninfa. Come va a finire la storia? Ne riparliamo tra un po’!

Per godere a pieno di tutte le bellezze che “la più bella di tutte le città greche” come la definì Cicerone può offrire serve una carica di energia. Granita rigorosamente con mandorle di Avola, brioche rigorosamente col tuppo, cannolo rigorosamente con la ricotta… insomma, in fatto di colazione qui a Siracusa siamo abbastanza scrupolosi. Se poi ve la godete vista Duomo e con intorno facce sorridenti, è proprio il buongiorno migliore che si possa immaginare! Io vi consiglio di passeggiare per via Landolina, godendo dell’attesa di raggiungere una delle piazze più belle che abbiate mai visto. Quando dalla stretta stradina si apre Piazza Duomo è come se il sipario si facesse definitivamente da parte per lasciarvi godere della bellezza più pura. Siamo esattamente nel punto più alto dell’Isola di Ortigia, in un luogo che solo a respirarlo trasmette tutto il suo carico emotivo. Bianco, di un bianco che difficilmente si dimentica. Piazza Duomo ha un’energia così forte che è sempre stata scelta come luogo di culto: prima tempio dedicato ad Atena, poi chiesa bizantina, poi moschea araba, poi chiesa normanna, infine chiesa cristiana. La sua elegante e candida facciata è “solo” uno scrigno prezioso: al suo interno si possono ancora ammirare quasi tutte le colonne dell’originario tempio greco e lo sguardo si perde in un susseguirsi di marmi preziosi, stucchi barocchi siciliani e pregevoli dipinti. La passeggiata prosegue per via Picherali e la sosta da Pesceduovo è d’obbligo. Un locale piccolo e colorato, dove mi sento sempre a casa perché tutto è “come lo farebbe la mamma” e dove è impossibile andare via senza un arancino in mano!

A pochi passi si trova Fonte Aretusa, dove continua la storia d’amore tra Alfeo e la Ninfa. Eravamo arrivati al punto in cui Aretusa, per paura di essere profanata dalla divinità, chiede protezione a Diana. E così fu: la ninfa venne tramutata in sorgente e portata lontano dalla Grecia, precisamente in Ortigia. Ma il sentimento di Alfeo era forte e sincero e le sue lacrime straripanti d’amore convinsero Giove ad aiutarlo ad aprirsi un varco sotto il Mar Ionio, così che dal Peloponneso l’innamorato venne a sbucare proprio in questa Fonte, ricongiungendosi finalmente alla sua amata. In questa culla emblema d’amore si trova anche una pianta simbolo di Siracusa: il papiro. Siracusa, infatti, è l’unico luogo al di fuori dalle sponde del Nilo in Egitto dove il papiro cresce spontaneamente, esattamente lungo le rive del piccolo fiume Ciane. Mi sono intrattenuta con l’unica donna che a Siracusa produce ancora artigianalmente la “carta dei Faraoni”, che ha raccontato con entusiasmo per TiNoleggio gli affascinanti segreti del mestiere.

 

Adesso che ho fatto il pieno di storia, vi faccio continuare a sognare: vi porto nel regno dei colori. Immaginate un borgo sul mare, popolato da pescatori, dove tutto sembra arcobaleno e la felicità è di casa. Sì, state immaginando proprio Marzamemi. Si tratta uno dei angoli più suggestivi e caratteristici dell’estremo Sud della Sicilia, a circa 50 km da Siracusa, dove ciò che fa da padrone sono lo splendore delle spiagge con la sabbia dorata e l’acqua turchese, la movida estiva che attira giovani da tutta la regione e la genuina bellezza dei vicoletti.

Piccola chicca: di fronte al porto, c’è un villino color bordeaux dove soggiornò il celebre drammaturgo Vitaliano Brancati. L’evento ha inorgoglito così tanto gli abitanti del posto che ancora oggi quel luogo viene chiamato “Isolotto Brancati“ ed è protagonista di storie sempre avvolte da un gran mistero. Sono sicura che i momenti trascorsi qui saranno come per me un’esperienza che custodirete sempre nel cuore!

Dolcis in fundo. Ultima tappa del tour #viportoalsud non poteva che essere Noto, capitale del barocco europeo, patria dell’Infiorata, il festival di fiori che ogni anno saluta la primavera, ma soprattutto… location dell’imminente matrimonio di Chiara Ferragni e Fedez.  A circa mezz’ora in auto da Marzamemi, Noto è uno dei posti assolutamente da non perdere nella vita! Già dall’ingresso della cittadina, attraversando la suggestiva Porta Reale, capirete perché tutto quello che vi circonda è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco. Attraversando l’arteria principale del centro storico, Corso Vittorio Emanuele, v’imbatterete in gioielli preziosi: chiese, architetture sinuose, edifici con terrazze super panoramiche e infine lei, la maestosissima Cattedrale di San Nicolò. Un’enorme scalinata guida lo sguardo verso una facciata in pietra calcarea dall’eleganza straripante. Ammaliante è la parola che meglio può descriverne la sua natura. Proseguendo sul Corso, incontrerete perpendicolarmente Via Nicolaci, la strada che ogni anno la terza domenica di maggio è protagonista dell’Infiorata, l’evento di portata internazionale che trasforma la città di Noto in un tripudio di fiori e colori. Adesso è tempo della mia attività preferita: posizionatevi con il naso all’insù e perdetevi tra le piccole viuzze barocche e le sorprese che la città sarà in grado di riservarvi!

I bellissimi tre giorni insieme a TiNoleggio finiscono qui, ma il racconto no. Adesso #viaspettoalsud per continuare a scriverlo insieme 😉 Magari usando il codice sconto dell’8% che TiNoleggio ha riservato a tutti voi! Per usufruirne basta cliccare qui.

Un grazie speciale a Denis per il perfetto equilibrio tra professionalità e divertimento e ad Alessia Nuzzo per le straordinarie illustrazioni.

E adesso, godetevi il video 😉

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Federica Miceli
Siciliana, innamorata del mondo.

CEO and Founder
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