Ravenna e Dante: 3 itinerari dai mosaici al pop

Ravenna Dante itinerariC’è un filo rosso e robusto che lega Ravenna a Dante Alighieri. Un filo rosso proprio come il vestito con cui siamo abituati a vedere il Sommo Poeta. Un filo robusto proprio come la memoria di ciò che il suo Alto Ingegno ci ha lasciato.

Personalmente non avevo idea del legame tra Ravenna e Dante. Non fino a qualche giorno fa, quando ho partecipato al tour organizzato da Viral Passport in collaborazione con i comuni di Ravenna, Comacchio e Cervia.

Ravenna Dante itinerariIn pochi giorni ho conosciuto una città non solo ricca di storia e gioielli artistici, ma anche estremamente grata di custodire tasselli importanti della vita del grande genio letterario. Proprio Ravenna, infatti, gli ha offerto l’ambiente ideale per completare l’ultima cantica della Divina Commedia, oltre ad essere stata il suo ultimo rifugio. 

Dante scelse il numero 3 per costruire la sua Divina Commedia: 3 cantiche, 3 regni, 3 guide ad accompagnarlo nel suo viaggio verso la Luce. E così anche io ho scelto 3 itinerari per conoscere Ravenna con gli occhi di Dante, per raccontarvi i luoghi della città che ancora oggi lo celebrano e parlano di lui.

Sospendete per un attimo la realtà e diventate con me peregrini” in un’esperienza sensoriale che ci farà arrivare all’anima del territorio ravennate!

 

  1. I MOSAICI DI RAVENNA CHE HANNO ISPIRATO DANTE

 

Non si può parlare di Ravenna senza citare i suoi mosaici paleocristiani famosi in tutto il mondo. Ma che c’entrano i mosaici con Dante? Il poeta toscano trovò grande ispirazione nelle preziose tessere, una suggestione così potente da influenzare addirittura la sua descrizione del Paradiso. 

 

  • Basilica di Sant’Apollinare in Classe (Ravenna)

Sant’Apollinare in Classe Ravenna DanteImmaginate di veder apparire davanti ai vostri occhi l’esatta scena descritta nella Divina Commedia. Quella che provavate a interpretare sul libro delle superiori e che sarebbe stata così meravigliosamente chiara se l’aveste accarezzata con lo sguardo. È proprio quello che è successo a me davanti al mosaico dell’abside di Sant’Apollinare in Classe.

Alzate lo sguardo. In mezzo a una coreografia di luci e riflessi, al centro di un cielo trapuntato di stelle, si trova una croce d’oro gemmata che “lumi biancheggia tra ’ poli del mondo”. All’incrocio dei due bracci di questa croce è rappresentato il volto di Cristo. Esattamente come descritto da Dante nel canto XIV del Paradiso.

Perfetto esempio di come le arti sappiano mescolarsi, fondersi e inspirarsi a vicenda. Perfetto esempio di come qualsiasi visione artistica, come un pellegrinaggio tra i regni dei cieli, abbia un tappeto di realtà da cui si è elevata. Perfetto esempio di come non ci sia ricchezza più grande del viaggio per scoprire, conoscere e non smettere di emozionarsi.

 

  • Basilica di Sant’Apollinare Nuovo (Ravenna)

Stessa sensazione, diverso luogo. Anche se il nome non è poi così diverso. Da Sant’Apollinare in Classe ci spostiamo a Sant’Apollinare Nuovo, lo scrigno in cui le reliquie del Santo vennero condotte nel IX secolo d.C.

Questa volta la scena che ci si materializza davanti è quella del XXIX canto del Purgatorio: i “ventiquattro seniori” vestiti di bianco e dorato e coronati di fiordaliso che anticipano di Beatrice. Sembra si spostino in corteo e, se vi lasciate andare alla suggestione, per un attimo avrete anche l’impressione che il mosaico si muova.

  • Sant’Apollinare Nuovo Ravenna Dante

 

  • Basilica di San Vitale e Mausoleo Galla Placidia (Ravenna)

Una pianta ottagonale e i capolavori dell’arte bizantina. Basterebbe questo per descrivere San Vitale, ma in realtà c’è molto di più. Per me è stata la vera grande scoperta di questo viaggio a Ravenna, una sorpresa del tutto inaspettata che mi ha riempito bocca e cuore di un immenso “WOW”.

Basilica San Vitale Ravenna DanteLa prima sensazione è di disorientamento: sono entrata in una Basilica che mi aspettavo si sviluppasse in lunghezza e invece mi sono trovata piccola e quasi schiacciata dalla suo sviluppo in verticale. Le sue forme sinuose si aprono e s’incurvano, sembra quasi che lo spazio si moltiplichi e si espanda verso l’eterno. Non lo si può abbracciare con lo sguardo, ma lo si può percepire tutto, nella sua grandezza spirituale e materiale, nei suoi frammenti di mosaico dorati e nei suoi riflessi ammalianti e al tempo stesso ineffabili.

La decorazione musiva della Basilica di San Vitale ha, più di ogni altro monumento ravennate, ispirato Dante e alimentato la sua visione poetica. Il ritratto di Giustiniano, i paradisiaci giardini fioriti e, perché no, quella sensazione di essere circondati da quel “amor che move il sole e l’altre stelle come recita l’ultimo verso del Paradiso e di tutta la Divina Commedia. 

Ma anche il suo pavimento è simbolicamente legato all’opera del Padre della letteratura italiana. Proprio di fronte all’altare si snoda un labirinto: è il cammino del fedele, che solo dopo aver concluso il suo percorso di purificazione può alzare lo sguardo verso l’altare.

Mausoleo Galla Placidia Ravenna Dante

Continuiamo il viaggio dantesco a Ravenna e ci spostiamo al Mausoleo Galla Placidia. Qui ci lasciamo abbracciare dal manto di novecento stelle che punteggiano la cupola blu notte e che hanno elevato Dante verso la luce celeste. L’interno è avvolto dalla semi oscurità, ma gli astri sembrano brillare di luce propria. Questi mosaici che raggiungono l’apice della bellezza donano quasi la giusta serenità per apprezzare la conclusione del viaggio. 

Una piccola curiosità: oltre ad aver ispirato Dante, il cielo stellato di Galla Placidia pare sia stato illuminante per Cole Porter, che visitò Ravenna durante il suo viaggio di nozze e subito dopo compose il brano “Night and Day”.

 

 

  1. LUOGHI DI DANTE A RAVENNA 

C’è un luogo in cui il silenzio non è assenza né oblio. A Ravenna c’è un’area chiamata “Zona del Silenzio”, un’oasi di pace e tranquillità lontana dal frastuono della quotidianità dove il tempo si è fermato all’ultimo saluto di Dante. Qui troviamo i luoghi che omaggiano il riposo del Poeta e ne perpetuano quotidianamente la sua memoria.

 

  • Tomba di Dante a Ravenna

Tomba di Dante RavennaNel cuore della Ravenna medievale c’è un piccolo tempietto in stile neoclassico. È questo l’ultimo rifugio del Poeta, la conclusione senza troppi giochi pirotecnici del suo viaggio terreno. È modesto e freddo all’apparenza, ma sincero nell’anima.

Si possono riconoscere i tratti somatici scolpiti nella pietra, quel profilo che ci è tanto caro anche se probabilmente non corrispondente alla realtà, con la fronte coronata d’alloro, mentre è dedito alla lettura. Al centro c’è una lampada votiva alimentata con l’olio delle colline toscane, a ricordare la sua provenienza. E a simbolo dell’eterna fama di Dante, una serpe è scolpita mentre si morde la coda.

All’ora che volge il disìo” avviene qui la lettura perpetua della Divina Commedia (alle 18 da aprile a ottobre e alle 17 da novembre a marzo). Tutti i giorni. Per sempre. E chiunque può partecipare, ascoltando o leggendo. Così la “Zona del Silenzio” assume ancora più spessore e diventa ricca di memoria, nell’incessante brusio che uno dei più illustri geni della storia della cultura italiana ha lasciato dietro di sé.

 

  • Quadrarco di Braccioforte (Ravenna)

In realtà le spoglie di Dante non sono sempre state custodite in questa “zucarira” (la zuccheriera, come viene chiamata dai ravennati) progettata dall’architetto Camillo Morigia. 

Quadrarco di Braccioforte Ravenna Dante

Il Poeta scelse la Chiesa di San Francesco per i suoi funerali e i Frati Minori Conventuali si occuparono della sepoltura presso la propria zona cimiteriale, detta “Braccioforte”. Ma a Firenze le richieste di ottenere le ossa di Dante diventavano sempre più pressanti, così intorno al 1509 i Frati le nascosero scavando un buco nel muro. I resti materiali di Dante non sarebbero mai stati trovati se i ravennati non fossero stati per diverso tempo negligenti, lasciando la zona dantesca “abbandonata” a se stessa. Furono infatti necessari dei lavori di sistemazione dell’area e in quell’occasione un muratore fece la preziosa scoperta! 

La cassetta di legno all’interno della quale sono state conservate le ossa di Dante fino al ritrovamento del 1865 è visibile nel Museo Dantesco, un percorso emozionale tra storia e contenuti multimediali che consiglio vivamente d’intraprendere per conoscere più a fondo l’avventura (umana e artistica) di Dante

 

  • Silent Play a Ravenna per scoprire i luoghi di Dante

Silent Play Dante Ravenna

A Ravenna tutto parla di Dante! Ma se non avete troppo tempo a disposizione vi lascio una dritta sull’esperienza forse più emozionante che ho vissuto sulla mia pelle. Si tratta del Silent Play per Dante, una visita guidata immersiva che, armati di cuffie e spirito d’immaginazione, vi accompagnerà alla scoperta dei luoghi in cui il Poeta trascorse i suoi ultimi anni e completò la sua Grande Opera. 

Ascoltando le voci degli attori e cullati da una super suggestiva musica di sottofondo, potrete visitare la Basilica di San Francesco, la Biblioteca Classense, il Museo TAMO e i Giardini Pensili. Avete presente tutte le volte che avete letto o ascoltato la definizione “museo a cielo aperto”? Questa è una delle poche volte in cui le parole aderiscono perfettamente alla realtà. È un po’ lo spirito con cui amo venga diffusa la cultura, non da spettatori ma da attivi protagonisti. Non chiamatela “visita guidata” perché è una vera e propria esperienza! 

 

 

  1. DANTE POP A RAVENNA

L’ultimo itinerario è decisamente frizzante e colorato. Ci immergiamo nel dedalo di stradine di Ravenna per conoscere le declinazioni pop della figura di Dante e le varie interpretazioni che si sono susseguite fino ai giorni nostri.

  • Mostra “Dante. Un’epopea POP” a Ravenna

Ho avuto la fortuna di sbirciare in anteprima assoluta la mostra “Dante. Un’epopea POP organizzata dal MAR – Muso d’Arte della città di Ravenna e l’ho trovata geniale. 

Se ci pensate, tutti noi abbiamo un po’ adottato Dante, ci siamo affezionati alla sua figura e abbiamo scherzato con tenerezza sui suoi tratti somatici. Ecco, Dante è diventato a tutti gli effetti un personaggio, tanto da essere “usato” anche nella pubblicità, nei fumetti, nelle canzoni. Chissà se avrebbe mai immaginato di diventare popstar, icona rapper e addirittura metallara!

Dante epopea POP Ravenna

C’è poco da fare, nel tempo Dante è diventato icona visiva, a volte anche parodiata ma è questo che succede ai Grandi. Ecco, questa mostra racconta proprio la “vita oltre la vita” che ha vissuto Dante e se passate da Ravenna entro il 9 gennaio 2022 dovete assolutamente visitarla!

E se ci pensate bene forse lui sarebbe stato proprio felice così! Tutti i suoi contemporanei lo guardavano con disprezzo perché scriveva in lingua “volgare” (cioè “del volgo”, del popolo), ma lui voleva parlare proprio alla gente comune. E la gente comune, ancora sette secoli dopo la sua morte, parla di lui.

 

  • Street Art che omaggia Dante a Ravenna

murales Kobra Dante Ravenna
Ph @laviaggiatricesolitaria

Mentre gli studenti di tutta Italia vanno ancora nel panico appena vedono un’analisi del testo della Divina Commedia, Dante esce per strada. E dalla mano dell’artista brasiliano Eduardo Kobra, Dante viene fuori in uno sgargiante strobo di colori e in un incrocio di forme geometriche. A Ravenna, in via Giuseppe Pasolini, Dante è anche diventato una (gigantesca) parte integrante dell’arredo urbano.

Ma ci sono anche altre piccole opere di street art che omaggiano il nostro Dante in giro per Ravenna. C’è un Dante pixelato, un Dante sott’acqua e chissà quanti altri omaggi urbani a colui che ha reso grande la nostra lingua, storia e cultura!

Street Art Dante Ravenna
Ph @srake

 

 

2 Comments
  1. A parte il fatto che l’articolo è scritto estremamente bene, adoro i dettagli che hai saputo carpire e raccontare.
    Ho vissuto a Ravenna per 16anni e la mia famiglia è tuttora lì. Da ragazzina la vivevo come una città da cui scappare, e trovavo consolazione solo nel perdermi tra le vie del centro contornate da palazzi storici, e respirando profondamente sotto il cielo di Galla Placidia. Insomma, sono un po’ Dante anche io, e lo scopro solo ora 😆
    Grazie per questa bellissima condivisione!

    1. Grazie Roberta! Un po’ tutti abbiamo vissuto un periodo in cui la nostra città era da tenere il più lontano possibile e forse è anche grazie agli occhi degli altri che siamo tornati ad innamorarcene 🙂

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