Esperienze imperdibili nelle Cinque Terre

Da est a ovest si snodano i tesori della Liguria. Cinque Terre ma una sola bellezza: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso al Mare.

Quando la natura sa stupire meglio di qualsiasi sogno. Quando l’uomo aggiunge il suo sudore e crea un’opera d’arte. Le Cinque Terre sono così, sono un’opera d’arte. Cinque borghi che dimostrano che la perfezione della natura si può fondere armoniosamente con la vita, il lavoro e le tradizioni umane. Ma bellezza delle Cinque Terre non è sempre stata alla portata di tutti. Prima del 1874, infatti, queste perle della riviera ligure erano isolate e raggiungibili sono via mare, finché la ferrovia non cambiò il loro destino. Le cinque piccole oasi di meraviglia restano fragili e quasi fuggevoli, ma oggi sono facilmente raggiungibili e assolutamente imperdibili!

 

 

Dover dormire nelle Cinque Terre

Per la mia vacanza nelle Cinque Terre ho soggiornato presso Orizzonti Apartments, a Manarola. Un vero e proprio gioiello, costruito da Giorgio Riccobaldi, poeta e scrittore Manarolese e reso un nido di bellezza e accoglienza da Greta.

La mia volta che mi sono affacciata dal “mio” balcone e ho visto il mare, i borghi di Corniglia e Monterosso in lontananza, l’orizzonte – o meglio, gli orizzonti – ho capito che questa terra meravigliosa non andava descritta, sarebbe stato impossibile.

Mi sono ripromessa di scoprirla con occhi curiosi, così come mi si sarebbe schiusa davanti, senza aspettative né pretese.

Ogni sera mi sedevo sulla “mia” sdraio, sotto una coperta avvolgente di stelle, chiudevo gli occhi e mi sent

ivo grata per le esperienza che avevo vissuto e grata per avere un rifugio così accogliente in cui riviverle con la mente.

 

 

 

Come muoversi nelle Cinque Terre

  • Cinque terre in treno

Assolutamente sconsigliata l’auto, meglio lasciarla a La Spezia e proseguire il viaggio in treno. Una scelta sostenibile ma anche funzionale, perché vi farà risparmiare tanto tempo e stress! Il treno è, infatti, il mezzo più comodo, veloce e pratico per visitare le Cinque Terre. I borghi sono poco distanti l’uno dall’altro, quindi i tempi di tragitto sono molto brevi, e le stazioni sono vicinissime al mare (tranne nel caso di Corniglia). Tra l’altro viaggiare sui binari vista mare è stata per me un’esperienza super emozionante!

Il biglietto a tratta (qualsiasi sia la stazione di arrivo e di partenza nelle Cinque Terre) costa 4 euro. In alternativa si può acquistare la Cinque Terre Card (16 euro) per un numero illimitato giornaliero di spostamenti in treno tra Levanto e La Spezia e in autobus in ogni borgo.

 

  • Cinque Terre a piedi

Forse il modo migliore per visitare le Cinque Terre è seguendo il ritmo dei propri passi e appagando instancabilmente la propria sete di curiosità. Il primo consiglio è quello di perdervi tra i carruggi, le piccole vie che tessono ciascun borgo, e scoprire le vivaci casette piene di vita e profumate di mare insieme a scorci molto suggestivi. Non fatevi spaventare dai gradini, la fatica avrà una degna ricompensa, ma ricordate di armarvi di scarpe comode!

Per un’esperienza ancora più immersiva, concedetevi un trekking alle Cinque Terra. C’è l’imbarazzo della scelta! Ci sono più di 120 chilometri di sentieri che si snodano ad anello, tra natura ed equilibrismi a picco sul mare, per le Cinque Terre e che si possono combinare come si vuole. Anche se i dislivelli sono davvero importanti, i percorsi naturalistici possono essere praticati da tutti, purché si abbiano le scarpe adatte e una buona scorta d’acqua. Il tratto più bello per me è stato il sentiero 506 tra Manarola e Corniglia: leggermente faticoso, ma la vista che mi ha accompagnato è stata una ricompensa imperdibile! A causa delle frane che hanno dissestato il terreno, purtroppo, alcuni sentieri, tra qui quello dell’Amore, sono chiusi. È sempre meglio consultate il sito del Parco delle Cinque Terre prima di partire per verificare i sentieri agibili.

  • Cinque Terre in barca

Se volete godere di una visione privilegiata, cullati dalle onde e abbracciati dalla brezza marina, il tour in barca delle Cinque Terre è sicuramente un’esperienza da fare! Mi sono innamorata ogni attimo della bellezza degli scenari e, grazie a Dario di Rayo Verde Tour, ho avuto l’occasione di conoscere il “popolo” di flora e fauna che abita l’Aria Marina Protetta, di scoprire grotte e piccole spiagge raggiungibili solo via mare e ascoltare curiose storie sui borghi. Quei racconti che solo una persona nata, cresciuta e innamorata di un luogo può regalarti, quei racconti che io amo e starei ad ascoltare per ore e ore e ore.

Se siete fortunati, potrete scorgere i delfini che danzano e se non lo siete, come me, potrete consolarvi con snorkeling e immersioni, oppure un buon calice di vino… Rigorosamente delle Cinque Terre!

 

Dove mangiare alle Cinque Terre

Inutile dirvi che la vostra vacanza nelle Cinque Terre deve assolutamente avere il sapore di pesto, altrimenti è come non esserci mai andati!

Un ottimo posto dove mangiare a Manarola è la famosa Trattoria dal Billy, un locale storico, familiare e con una vista pazzesca. Unica accortezza, cercate di prenotare con un certo anticipo perché è super richiesto.

 

 

 

Adesso posso dirvi il mio pasto preferito? Una focaccia comprata in una minuscola bottega e mangiata vista mare con la melodia delle onde sullo sfondo!

 

Il mare delle Cinque Terre

Ogni borgo delle Cinque Terre ha il suo accesso al mare, un tempo popolato da pescatori e oggi da sempre più turisti. Il mare delle Cinque Terre è splendido e per vivere momenti di autentico relax potete sceglie tra scogliere a strapiombo sul mare o spiagge. Il tratto sabbioso più conosciuto e frequentato soprattutto dalle famiglie è la spiaggia della Fenigia a Monterosso, la più grande delle Cinque Terre e il paese del poeta Eugenio Montale.

Le altre, invece, sono caratterizzate da scogli e calette che donano al paesaggio un tocco di meraviglia. Se volete allontanarvi dai luoghi più affollati, scegliete un’escursione in barca per raggiungere alcune baie altrimenti inaccessibili, a stretto contatto con una natura pressoché incontaminata. Anche per i semplici nuotatori con pinne e maschera, scoprire i fondali delle Cinque Terre, considerati fra i più vari e ricchi di fauna marina di tutta la Liguria, sarà sicuramente indimenticabile.

 

I muretti a secco delle Cinque Terre… Anzi, i Muri a secco!

Le Cinque Terre, uno degli spettacoli più ammirati nel mondo, tutelato dall’Unesco insieme al Parco nazionale, sono un’opera di artigianato. Sono il frutto delle mani sapienti di donne e uomini che per millenni, con un lavoro che sfiora il titanico, le hanno ricamate con i muri a secco.

Gli scoscesi pendii delle colline sono diventati stupende terrazze coltivate a vigneti, sorrette da circa settemila chilometri di muretti a secco… Metro più, metro meno. Praticamente la lunghezza della Grande Muraglia cinese! “Semplici” pietre squadrate grossolanamente, poste a mano una sull’altra, hanno permesso agli agricoltori di addomesticare la natura e godere di strisce di terra coltivabili. Un grande esempio d’ingegno umano che modifica in modo armonico l’ambiente naturale, ma anche un grande esempio di preservazione di quest’ambiente, perché i muri a secco rappresentano vere e proprie barriere nei confronti dei processi erosivi e franosi.

 

Il vino delle Cinque Terre

I muri a secco sono un monumento alla fatica, alla forza e all’orgoglio di mani alla continua e attenta ricerca dell’incastro perfetto, che nella modernità frettolosa a cui siamo abituati sono diventati testimoni di un atto eroico. Fare vino alle Cinque Terre, uno dei territori più impervi e al tempo stesso più affascinanti d’Italia, vuol dire perpetuare valori con estrema dedizione. In questi vigneti a strapiombo sul mare sono secoli che si vendemmia in ginocchio, che si trasportano ceste stracolme di uva per migliaia di gradoni disuguali, che si fatica in un costante equilibrio precario. La viticoltura è come un filo che attraversa e unisce la storia delle Cinque Terre e che le ha trasformate in ciò che sono oggi: un paesaggio unico al mondo tra cielo e mare, creato e protetto dall’uomo.

Quante volte sorseggiamo del vino senza coglierne l’essenza? Quante volte ci dimentichiamo che dentro un calice ci sia un mondo? E nel caso delle Cinque Terre si tratta di un mondo fatto di sacrificio: gocce preziose e sudate che inglobano una terra senza dubbio affascinante ma anche aspra e difficile. A volte serve qualcuno che ce ne faccia rendere conto. Nel mio caso è stata Yvonne, esperta Sommelier, manarolese doc e soprattutto profondamente innamorata del suo territorio. Mentre sorseggiavo i deliziosi vini delle Cinque Terre in mezzo alla suggestiva atmosfera di A Piè de Campu, ho scoperto il legame viscerale di un popolo con la propria terra, ho compreso quanto tutto ciò che di buono regala il presente abbia radici lontane e mi è sembrato di riconoscere il valore e il sudore dentro ogni sorso.

 

Sciacchetrà

L’alchimia unica tra fatica e mare, l’unicità del contesto paesaggistico e i profumi vertiginosi che si respirano possono creare tesori. A dorarsi sotto il sole delle Cinque Terre, c’è il pregiato sciacchetrà, il prezioso vino passito dolce che si è guadagnato una menzione d’onore nel racconto della mia esperienza. Perché?

  • Un gusto delizioso, dolce ma non stucchevole;
  • Un timbro unico, celebrato anche da Petrarca, Boccaccio, Pascoli e D’Annunzio;
  • Una tradizione che diventa valore simbolico. Infatti, lo Sciacchetrà è un tesoro prezioso non solo per accompagnare i dolci tipici della Liguria, ma anche per celebrare momenti solenni. Soprattutto in passato, alla nascita di un bambino si metteva da parte una sorta di dote fatto di bottiglie di Sciacchetrà, così da conservarlo per i futuri eventi importanti, come il matrimonio.

 

Quando visitare le Cinque Terre?

Per me il miglior periodo per visitare le Cinque Terre è settembre, quando, come un rituale magico e perpetuato nei secoli, si rivive il rito della vendemmia. Un momento di elogio alla natura e ai suoi frutti, ma anche il periodo perfetto per godersi il mare in tranquillità e percorrere i sentieri di trekking senza soffrire per il troppo caldo.

Un altro periodo in cui le Cinque Terre danno il meglio di sé è Natale. A Manarola, ogni anno, l’8 dicembre viene inaugurato il presepe più grande del mondo, grazie alla volontà e alla passione di Mario Andreoli, classe 1927. Sulle colline terrazzate di Manarola, circa 60 anni fa, Mario iniziò a realizzare una piccola capanna illuminata e qualche personaggio costruito con materiali di recupero. Anno dopo anno, cresce il suo impegno e con lui i volontari che s’impegnano nella realizzazione di nuovi figuranti, sempre con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale.

Oggi Mario Andreoli e i suoi ragazzi accendono il Natale nelle Cinque Terre con 17.000 lampadine, un impianto fotovoltaico, una fatica immane e uno spettacolo di emozioni indescrivibile. Quando è tutto finito, intorno ai primi di febbraio, si fa una foto per ricopiare le posizioni l’anno successivo e si inizia già a pensare ai nuovi personaggi in un processo di manutenzione e miglioramento praticamente senza fine.

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Federica Miceli
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